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   Chapter 6 IL GIURATO.

First Italian Readings By Various Characters: 3341

Updated: 2017-12-04 00:03


L'ISTITUZIONE dei giurati è un mistero come un altro. Più si studia e[1] meno si arriva a capirlo.

Difatti, a che serve fare un corso intero di giurisprudenza, subire esami, addottorarsi, avvocatarsi e, cominciando dal primo gradino del pretore, salire su su fino a giudice o presidente della Corte, quando un bottegaio, un farmacista, un negoziante d' olio, un venditore di fiammiferi all'ingrosso, vengono in Tribunale a pigliare il posto del vero giudice, e il loro verdetto, quale e' si sia,[2] decide sommariamente della sorte dell'imputato?

Mistero!...

Perchè si crede e si deve credere che dodici o quindici persone, sprovviste per il solito d' ogni studio legale e d' ogni pratica forense, debbano essere più competenti, in un dibattimento grave e spesso complicatissimo, a emettere un giudizio retto e spassionato, di quello che potrebbero esserlo gli stessi magistrati, largamente forniti di studi, di criteri e d' esperienza?

Mistero!...

E perchè, per la medesima ragione, dovendo giudicare della gravità di un caso chirurgico, invece di chiamare un professore dello Spedale o un altro valente operatore, non si chiama il lattaio, il calzolaio o il tappezziere di casa?

Mistero!...

Perchè ostinarsi a cantare tutti i giorni la coscienza, la rettitudine e l'incorruttibilità della nostra magistratura, mentre poi, all'atto pratico,[3] questa medesima magistratura così coscienziosa, così retta, così incorruttibile la facciamo controllare (il verbo è francese, ma il significato è italiano) da un' altra magistratura, apocrifa, posticcia, improvvisata?

Mistero!...

Perchè deve esser lecito strappare dalle sue consuetudini giornalier

e un povero diavolo, il quale per venti o trent' anni non ha fatto altro che fabbricare o sapone, o camiciole di lana, o versi endecasillabi, per costringerlo a mascherarsi lì per lì da giudice di Tribunale, col pericolo che egli assolva innocentemente qualche arnese galerabile,[4] e mandi all'ergastolo qualche malcapitato galantuomo?

Mistero, mistero, e sempre mistero! vale a dire[5] tutte cose che si vedono fare, senza poterne capire la ragione ragionevole per cui si fanno.

-Che cos' è il giurato?

-Il giurato è un libero cittadino, condannato dalle libere istituzioni a far da urna, rigirandosi in bocca due pallottole, sopr'una delle quali è scritta la condanna, e sull'altra l'assoluzione dell' imputato. La prima pallottola che il giurato sputa, è quella che il vero giudice è tenuto a fare eseguire.

-Qual'è, per un giurato, la più grande afflizione di spirito?

-Quella di non saper mai a che ora potrà pranzare.

-Che fa il giurato, durante il dibattimento?

-Quando va a prendere il suo posto è rassegnato: dopo un' ora, è uggioso: dopo un' ora e mezzo, è impaziente: dopo un' ora e tre quarti, diventa atrabiliare: dopo due ore, finisce col credersi più infelice dello stesso imputato, perchè egli si sente già condannato, mentre l'altro ha sempre qualche speranza.

-Come si chiama la deliberazione del giurì?

-Verdetto.

-Questa parola significa forse l'obbligo nei giurati di colpire nel vero?

-Nossignore. Questa parola significa semplicemente "è vero che i giurati hanno detto quel che hanno detto!"...

-Che cos'è dunque il verdetto?

-è la cosa meno seria, fra le cose serie di questo mondo.-

c. collodi.

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